Report di assessment
Fotografia iniziale degli strumenti AI e dei reparti coinvolti.
L’AI Act non riguarda solo chi sviluppa modelli. Riguarda anche le organizzazioni che usano sistemi di intelligenza artificiale in modo professionale: i cosiddetti deployer.
Obblighi, controlli e documentazione cambiano in base a finalità, dati trattati e impatto sulle persone.
Scegli un caso d’uso: la scheda a destra si aggiorna.
Il servizio trasforma l’uso spontaneo dell’AI in un processo aziendale governato: assessment, registro IA, classificazione rischio, regolamento interno, formazione e roadmap.
Raccolta di strumenti, reparti, processi e modalità di utilizzo.
Inventario di finalità, dati, fornitore, responsabile e rischio stimato.
Uso minimo, trasparenza, possibile alto rischio o caso da sospendere.
Regole interne e AI literacy per utenti, manager e reparti sensibili.
Azioni immediate e interventi a 30, 90 e 180 giorni.
Fotografia iniziale degli strumenti AI e dei reparti coinvolti.
Inventario utile per gestione interna, audit e aggiornamenti.
Classificazione dei casi d’uso secondo logica AI Act.
Policy pratica per dipendenti, collaboratori e fornitori.
Evidenza delle attività di AI literacy svolte.
Template per chatbot e contenuti generati o assistiti da AI.
Domande su dati, training, retention, log, sicurezza e responsabilità.
Priorità, responsabili e interventi pianificati nel tempo.
Un sistema locale può ridurre rischi di esposizione dei dati, ma non elimina governance, formazione, accessi, log, controllo output e supervisione umana.
Scarica l’overviewCloud controllato, cloud business, private cloud, on premise o ambiente isolato vanno scelti in base a dati, processi, rischio e vincoli aziendali.
Una call permette di capire velocemente dove serve formazione, dove serve governance e dove serve coinvolgere privacy o legale.