EU AI Act
Una pagina chiara per spiegare rischio, obblighi, trasparenza, deployer e responsabilità pratiche per le aziende.
AI Academy Italia aiuta PMI, team e direzioni a usare l’intelligenza artificiale con competenze reali, regole chiare e una roadmap coerente con l’EU AI Act.
Le pagine principali sono pensate come percorsi: prima il problema, poi il rischio, infine il piano operativo per portare l’AI dentro l’organizzazione.
Una pagina chiara per spiegare rischio, obblighi, trasparenza, deployer e responsabilità pratiche per le aziende.
Percorsi su misura: business, manager, reparti sensibili e profili tecnici, con esercizi sui processi reali.
La parte tecnologica e consulenziale: sviluppo AI, agenti, RAG, automazioni e soluzioni private per imprese.
Molte aziende usano già ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude, chatbot, CRM con funzioni AI o automazioni. Il problema non è lo strumento: è l’assenza di regole, formazione e controllo sui dati caricati.
Strumenti, reparti, processi, dati, fornitori e output.
Uso ordinario, trasparenza, possibile alto rischio o casi da fermare.
Riduciamo errori, affidamento cieco e caricamento improprio di dati.
Cultura, limiti, buone pratiche e uso responsabile degli strumenti generativi.
Policy aziendale concreta: cosa si può fare, cosa no, chi autorizza e come si documenta.
Fotografia degli strumenti in uso, dei rischi e delle aree da presidiare.
Azioni immediate, priorità a 30, 90 e 180 giorni, responsabilità e documentazione.
Valutazione tecnica per dati riservati, RAG, knowledge base e ambienti controllati.
Sessioni pratiche per marketing, amministrazione, HR, vendite, customer care e direzione.
Registro IA, classificazione rischio, supervisione umana, trasparenza e auditabilità.
Dalla formazione all’uso evoluto: assistenti, workflow, prompt library e prototipi AI.
Il regolamento adotta un approccio basato sul rischio: per questo il percorso non tratta tutti gli usi dell’AI allo stesso modo.
Scegli un caso d’uso: la scheda a destra si aggiorna.
Seleziona una o più situazioni già presenti in azienda. Il risultato si aggiorna automaticamente e non sostituisce un assessment.
Brochure commerciale del percorso: assessment, registro IA, regolamento interno, formazione e roadmap.
Scarica il PDFOverview informativa su governance, dati, rischio e scelte architetturali.
Scarica il PDFRisposte alle domande che di solito emergono quando un’azienda vuole introdurre strumenti AI in modo serio.
Sì. Il percorso può partire da un livello base per utenti business e proseguire con moduli intermedi per chi deve usare l’AI in modo più strutturato nei processi aziendali.
È pratica. Usiamo esempi su email, documenti, analisi dati, report, contenuti, customer care, procedure interne e casi reali dei reparti coinvolti.
No. Possiamo lavorare su ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude e altri strumenti. L’obiettivo non è insegnare un singolo pulsante, ma un metodo trasferibile.
Sì. La formazione è pensata anche per utenti business, manager, amministrazione, HR, commerciale, marketing e customer care.
Sì. Per il management lavoriamo su rischi, opportunità, policy, responsabilità, scelta degli strumenti e impatto organizzativo.
Sì. Il percorso può includere regolamento interno IA, checklist, registro formazione, schede fornitori, avvisi di trasparenza e roadmap operativa.
Sì. Il tema viene trattato in modo operativo: AI literacy, classificazione dei casi d’uso, trasparenza, alto rischio, governance e documentazione.
No. Va valutato in base a dati, processi e rischio. Può essere utile quando documenti, database o log devono restare sotto maggiore controllo aziendale.
Sì. Oltre alla formazione sugli strumenti, possiamo affrontare agenti, automazioni, RAG su documenti aziendali e prototipi applicativi.
Sì. La prima call serve a capire strumenti già usati, obiettivi, reparti, livello di partenza e priorità. Da lì si costruisce il percorso più adatto.
Il modo migliore per impostare il percorso è partire da strumenti già usati, reparti coinvolti, dati trattati e obiettivi concreti.